Arredamento Mantova
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Seletti World – Qual è la tua (r)evolution?

La rivoluzione è l’unica soluzione.

Ricordatevi questa frase perché dopo vi interroghiamo! 🤓

Quando dovevamo scegliere nuovi prodotti da introdurre nel nostro showroom, la scelta è stata pressoché automatica. Scelta non dettata dalla moda (anche se obiettivamente fare design significa inevitabilmente seguire dei trend e cavalcarli il più possibile), ma da una serie di elementi determinanti come la territorialità, la semplicità e anche l’umiltà.

Sì, perché Stefano Seletti, nonché il patron di Seletti World, non sapremmo descriverlo in altro modo. Quest’uomo che, dai pentolini da latte e i battipanni venduti nei mercati rionali di Roma è passato agli scaffali del MoMA Design Store di New York, è in realtà l’imprenditore della porta accanto, sorridente e ben educato, con i piedi per terra e quell’accento in grado di rendere ancora meglio la genuinità, la densità e la bellezza della realtà Seletti.

Come tutte le belle storie però (compresa quella di Devincenti Multiliving – che vi abbiamo raccontato in qualche articolo fa), va fatto un piccolo passo indietro nel tempo.

La bella storia inizia nel 1964 con il padre Romano, che fin da subito sviluppa rapporti d’affari in Cina, Thailandia, India e tutto l’Oriente. Oggi, con la seconda generazione al comando, l’azienda ha una nuova strategia e collabora con designer italiani e internazionali, con artisti come Maurizio Cattelan – vedi per la collezione Toiletpaper. Eppure, nonostante il mercato globale, la mondanità e il successo, Seletti mantiene cuore e base operativa a Viadana, non troppo lontano dal nostro quartier generale (altro fattore determinante nella nostra scelta). Ci ha molto colpito un’intervista fatta qualche anno fa a Stefano, in cui spiega perché Viadana e non una qualsiasi metropoli:

“Viviamo a Viadana, sul grande fiume che separa due regioni: Lombardia da una parte, Emilia Romagna dall’altra. Non lontano c’è Brescello, il paese di Don Camillo e Peppone. È come se fossimo ovunque, ma in nessun luogo in particolare. Viadana è lì, un po’ in mezzo al nulla. È un crocevia, da una parte sei in provincia di Mantova, dall’altra in provincia di Cremona. Attraversi il Po, a destra vai a Parma, a sinistra vai a Reggio. Insomma, siamo a cavallo di quattro province diverse.”

Forse è proprio questo l’ingrediente segreto? 

Dar vita a un progetto dalle ampie vedute pur tenendo (e onorando) le proprie radici ben salde?

Le due filiali ufficiali, Seletti Nord America e Seletti China, centinaia di negozi in tutto il mondo, fiere in ogni dove e un laboratorio creativo interno – il Selab – sembrano confermarlo.

Quello di Seletti World è veramente un universo infinito: partendo dai cartoni del latte e le bottiglie di Estetico Quotidiano, alle tazze e piatti di Hybrid, alle lettere al neon di Vegaz e le scritte di Neon Art, passando per le scatole e i deumidificatori Pantone, gli armadi in metallo di Wire, le lampade in carta riciclata di Egg of Columbus, le tovaglie di plastica con Toiletpaper, finendo con i porta candele spaziali di Cosmic Diner con Diesel. Potremmo andare avanti per ore a elencarvene altri. Ma non è di questo che vogliamo parlare.

Vogliamo parlare di come la semplicità di un oggetto a uso quotidiano come una tazza o uno specchio (chi non ha uno specchio nella propria casa?) abbia trasformato questi ultimi in un must have a livello internazionale. Il tutto senza la presunzione o l’arroganza di vendere oro colato.

C’è poco da interrogarsi sul come Seletti World ci sia riuscito. Con gli occhi pieni di sogni ma i piedi ben piantati a terra ha creato una rivoluzione, mettendo la “r” tra parentesi, (r)evolution. Da rivoluzione a evoluzione: Stefano crede proprio sia questa la strada da percorrere. E noi siamo dalla sua parte: ecco perché abbiamo scelto di dare il benvenuto a questo brand nella nostra personale culla del design.

Vi ricordate la frase iniziale di questo articolo?

La rivoluzione è l’unica soluzione.

Qual è invece la vostra di rivoluzione? 🚀